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 La Svizzera entra in Schengen

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fraiulio
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MessaggioTitolo: La Svizzera entra in Schengen   Lun Dic 15, 2008 12:36 am

La Svizzera entra ufficialmente a far parte dell'area Schengen. Da venerdì 12 dicembre non ci saranno più controlli delle persone alle frontiere, ma solo sulle merci. Un traguardo che arriva alla termine di anni di negoziati tra la Confederazione e l'Unione Europea, su cui però pende una spada di Damocle.

L'8 febbraio infatti il popolo svizzero sarà chiamato a pronunciarsi sul decreto federale del 13 giugno 2008, con cui la Confederazione ha approvato il rinnovo dell'Accordo tra Svizzera e Ue sulla libera circolazione delle persone e la sua estensione a Bulgaria e Romania.

Se al referendum vincesse il no, la Svizzera rischierebbe infatti di uscire da Schengen pochi mesi dopo esserci entrata. L'accordo sulla libera circolazione fa parte del primo pacchetto di accordi bilaterali che la Svizzera ha sottoscritto con l'Ue. Patti vincolati tra loro da una clausola detta "ghigliottina" che prevede che se solo uno non viene rinnovato, anche gli altri vengono a decadere. Gli accordi del 1999 non sono solo sulla libera circolazione delle persone. Ma riguardano anche temi come il commercio, l'agricoltura, i trasporti aerei e terrestri, gli appalti pubblici e la ricerca scientifica. Non c'è l'adesione a Schengen (essendo inclusa nel secondo pacchetto di trattati, sottoscritto nel 2004). Ma se venisse a cadere uno dei due pilastri (i bilaterali I del 1999 e quelli del 2004) della cooperazione Svizzera-Ue, uno o più paesi dell'Unione potrebbero denunciare la Confederazione. Facendo decadere quindi gli accordi del 2004. Intese raggiunte in anni di negoziati. Che verrebbero così a decadere costringendo le parti a rinegoziarle. «Il nostro paese ricadrebbe in un isolazionismo pericoloso tornando indietro di 20 anni» commenta Manuele Bertoni, presidente del partito socialista del Canton Ticino.

La consultazione è stata promossa da un comitato che comprende forze politiche eurocettiche dell'estrema destra come i Democratici Svizzeri, la Lega dei ticinesi e i giovani dell'Udc (il primo partito della Confederazione che alle ultime elezioni federali ha ottenuto il 27% delle preferenze). Nella formazione di Christoph Blocher inizialmente aveva prevalso il si alla proroga dei bilaterali. Lo scorso 29 novembre però, all'assemblea del partito, la maggioranza dei delegati si è ufficialmente schierata per il no.

Il cambio di rotta arriva dopo mesi di discussione all'interno del partito. L'Udc inizialmente è contraria solo all'estensione degli accordi di libera circolazione a Romania e Bulgaria. L'apertura dei confini ad Est, per i conservatori, farebbe aumentare l'immigrazione. E di conseguenza la criminalità e il dumping salariale. Per questo motivo, qualche mese fa, quando il Parlamento deve votare il rinnovo dei patti sulla libera circolazione e la sua estensione a Romania e Bulgaria, il partito fa pressione per votare due provvedimenti diversi. In modo da chiedere il referendum solo sulla seconda parte. Ma alla fine il Parlamento decide di votare un solo decreto. L'Ue – questa l'argomentazione – difficilmente potrebbe accettare una clausola discriminatoria verso due suoi paesi membri (che non fanno tuttavia ancora parte dell'area Schengen).

L'Udc, che è anche un punto di riferimento per una parte del mondo dell'imprenditoria, si trova con le mani legate. L'ala economica infatti non vuole mettere in discussione i bilaterali (che contengono anche intese di carattere commerciale, vitali per molte imprese). Perciò solo i giovani del partito (più sensibili ai temi populisti) aderiscono al comitato promotore del referendum. Insieme ad altre forze dell'estrema destra come i Democratici Svizzeri e la Lega dei ticinesi. Ai primi di ottobre il comitato presenta 51941 firme valide per il Referendum (appena sopra la soglia minima di 50mila). E qui c'è il colpo di scena. Il partito di Blocher, inizialmente diviso, si è schiera apertamente per il no all'assemblea del 29 novembre.

La scelta di campo è pesante, considerando il fatto che l'Udc è la prima forza politica del Paese . Cavalcando i temi dell'euroscetticismo e del contrasto all'immigrazione, il partito è passato in pochi anni dal 9 al 27% dei consensi. Attirandosi l'attenzione della stampa estera per toni piuttosto forti di alcune sue campagne (come quella per l'espulsione degli immigrati che commettono reati).

Sull'adesione a Schengen della Svizzera pesa quindi una pesante ipoteca. Anche se la maggior parte dei commentatori è convinta che una vittoria del no sia poco probabile. Tutte le volte che il popolo svizzero si trovato a dire il suo parere sugli accordi bilaterali con l'Unione europea, i favorevoli hanno sempre superato i contrari. «Gli elettori dell'Udc, specialmente gli imprenditori, sono gente molto pragmatica» spiega Davide Vignati, corrispondente da Berna del Corriere del Ticino. «L'Udc non è nuovo a queste campagne referendarie. Ma non sempre i suoi elettori lo seguono in queste sue crociate. Specialmente se si tratta di gente che ha attività economiche che verrebbero fortemente danneggiate da un mancato rinnovo dei bilaterali». Con ogni probabilità quindi vincerà il si. «Ma in ogni caso servirà un'ampia maggioranza per dare un segnale all'Unione Europea della nostra volontà di colaborare».
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MessaggioTitolo: Re: La Svizzera entra in Schengen   Mar Dic 16, 2008 3:08 pm

Mi spiace ma per quanto mi riguarda, possono restare pure da soli!
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